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giovedì 15 novembre 2012

Dopo il suo infortunio al ginocchio il tennis sente la grande mancanza di Rafa Nadal..


Il circuito va avanti, la nostra vita di sportivi e appassionati, va avanti. Ma l'attualità, proprio perché fissata sul presente, sull'ultima notizia, non ha memoria. Non può averne, rassegniamoci.
Eppure seguendo i tornei, la lotta per il vertice, e la conquista dei tornei più ambiti e prestigiosi, c'è comunque un senso di vuoto. Vedi sì la potenza, il talento di tanti campioni; vedi anche l'impegno di qualche outsider che cerca di scarabocchiare quel copione annunciato che sono sempre più spesso gli Slam, o i Masters 1000. Ma resta qualcosa che manca.
E questo qualcosa è Rafa Nadal. Va detto che questo circo, tutto speciale, ne ha digeriti di infortuni che hanno messo fuori corsa grandi protagonisti. Ma mai come questa volta c'è stato un dibattito lungo, denso, quasi estenuante, su quando il maoirchino sarebbe tornato. Oggi si sa che la sua prossima tappa sarà Acapulco, il prossimo febbraio, ma qualcuno nel frattempo si è chiesto anche il perché di tutto questo trambusto: certo si tratta di Nadal, ma il tennis non è per questo capace di dare altre emozioni? Ci sono giocatori bravi, forti, potenti, e costanti, quando si tratta di vincere. Non manca poi il divertimento, il tennis resta bello comunque.Perchè allora l'assenza di Nadal fa e sta facendo così male al tennis? A spiegarcelo il solito editoriale settimanale, rigorosamente anonimo, apparso ieri pomeriggio sul blog americano Yardbarker.com, e che vi ricostruiamo in grande sintesi.Prima di tutto, anche se non lo si fosse mai visto, parlano per lui i numeri: "Tra i tanti ci sarà anche il fatto che Nadal sia un 11 volte marchiato Slam, e che sulla terra è destinato ad essere il migliore di ogni epoca".Ma è vedendolo giocare, soprattutto, che forse la nostalgia si fa più forte: "Lui ha un atteggiamento unico, ha una rabbia che non è recitazione da figurine, e uno spirito, un carattere mai visto. E chi meglio di un federeriano può capirlo?" Insomma tante, tante qualità, che lo hanno fatto grande.Come grande del resto è stata la stagione della rivalità con lo svizzero, iniziata nel 2004 e poi esplosa a metà del decennio scorso, confondendosi infine con il modello dei "Fab Four".Già i "Fab Four". "Che se per definizione sono quattro", indica il pezzo, "ognuno rende l'altro dipendente rispetto a sé: nei risultati così come nel modo di giocare. Diremo quindi che l'uno vince di più perché l'altro non c'è, e che i successi di questi mesi si inseriscono in una diversa scala di competitività? Forse sì".Forse qui la parte più parziale del pezzo, anche se i riferimenti appaiano piuttosto precisi: " Innegabile infatti che Djokovic, nel suo 2011 da favola, abbia trovato il solo Nadal come ostacolo, affrontandolo in ben sei finali, e che senza Nadal la lotta per la numero 1 sia diventata molto più fluida, con Federer di nuovo in corsa, e Murray oggi in netta ascesa".Esiste poi il fattore rivalità, che oggi manca: "Non conta soltanto il livello di gioco, quanto spingi, a quanto servi, quanto profondo colpisci. Servono anche stili diversi: i media hanno costruito il loro pubblico sul concetto di rivalità, su due giocatori che si confrontano perché sono diversi tecnicamente e mentalmente. Il pubblico vuole la rivalità, e questo oggi manca nel top del tennis".E questo sembra tanto più importante se "il pubblico sta modificando il suo consumo, andando verso i grandi tornei, nei turni conclusivi, e aspettandosi match meno monotoni, con i top-players in campo".Insomma, considerazioni forti, probabilmente azzardate, altre forse eccessive. Ma che hanno tutte un briciolo comune di verità: il tennis ha ancora bisogno di Nadal.

1 commento:

  1. Rimettiti presto Rafa perché il tennis sente la tua mancanza!( sinceramente anche io!) :)

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