Un'altra storia. Stavolta, la trama è completamente diversa. Murray non si fa condizionare dalla pressione e non concede chance. Il fuoriclasse di Basilea, che ai Giochi vanta “solo” un oro in doppio con Stanislas Wawrinka a Pechino 2008, incappa in una giornata nera: 31 errori gratuiti e un imbarazzante 0 su 9 alla voce “palle break”. L'allievo di Ivan Lendl, invece, colpisce ogni volta che si presenta la chance. La prima accelerazione arriva nel sesto game: allungo sul 4-2 e il pubblico si scalda. Il padrone di casa non sbaglia nulla, mette a segno un altro break contro un rivale frastornato e chiude il primo set per 6-2 per 37 minuti.
Un re irriconoscibile. Federer, tornato di recente numero uno del mondo, è l'ombra del giocatore ammirato sullo stesso campo a luglio: sbaglia più di una volée nei pressi della rete e sparacchia malamente quando rimane sulla linea di fondo. Il rossocrociato scivola sotto 0-2 nel secondo set, potrebbe tornare in corsa sfruttando almeno una delle sei palle break a disposizione. Niente da fare, Murray non sbaglia mai quando è con le spalle al muro e allunga ancora (5-0). Federer riesce solo a interrompere la serie di 9 game consecutivi del rivale, che chiude comunque senza problemi 6-1 dopo 1h23' di gioco. Il match appare segnato e l'ulteriore conferma arriva nel quinto game del terzo parziale: Murray strappa nuovamente il servizio al rivale (3-2) e mette la freccia per lo sprint. Il traguardo è vicino, per tagliarlo niente di meglio del quinto ace: 6-4 e medaglia d'oro per Mr. Murray. E a Federer ora non resta che cercare di resistere fino a Rio 2016.
PS: IO HO L'AUTOGRAFO DI MURRAY!!!:):):)

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